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V/PLASM, IL VISUAL ARTIST DELLA MUSICA TECHNO

Rodolfo Valenti, in arte V/Plasm, è un Visual Artist romano con base a Milano. Ha condiviso lo stage con artisti di prima classe e collaborato con alcune delle etichette più influenti della scena Techno : Detroit Techno Militia, Pole Group e Soma Records per citarne alcune. Videomaker ufficiale di Florian Meindl e della Monnom Black di Dax J, ha realizzato video per musicisti del calibro di Dmx Krew, Pfirter, Stanislav Tolkachev,Tensal, Roberto Clementi. In italia ha avuto la fortuna di lavorare con la Cannibald Records di Leo Anibaldi e altre realtà della scena capitolina. Con oltre 30 videoclip realizzati può vantare apparizioni su numerosi magazine di musica elettronica e canali importanti quali Techno Station, Techno Scene e Prisoneer. Resident VeeJay e grafico di MX Lab Milan (una delle realtà più interessanti della scena milanese) nel gennaio 2017 è stato ingaggiato dal Dude Club, esordendo con Oscar Mulero.

1. Parlaci un pò di te, quando e come hai iniziato a fare il veejay?

Mi sono affacciato al mondo delle Visual Arts nel 2011 ed è stato molto casuale. In quel periodo avevo iniziato a produrre musica elettronica e quando caricavo le tracce su YouTube mi piaceva che fossero accompagnate da video piuttosto che da immagini statiche. Si è creata un’osmosi tra audio e video che considero fondamentale. I primi periodi a Roma non avevo molto spazio ma verso il 2013 ho cominciato a lavorare con i Fire At Work di STIRPE999 che mi hanno dato la possibilità di esprimermi nelle sale concerti e nei centri sociali di Roma. Il primo VeeJay Set è avvenuto nell’estate del 2014 al Free Field Fest. Esordire in una line up con Anthony Rother, Arnaud Rebottini, Somatic Responses e Leo Anibaldi è stato molto appagante.

2. Hai lavorato con grandi producers come Dax J e Boston 168, quanto influisce un buon video sul successo delle tracks?

Il compito del video è quello di tradurre il suono in immagine. Il video di “Escape the system” di Dax l’ho realizzato seguendo quelle che erano le sue sensazioni sul brano. Il messaggio che voleva lanciare era di fuggire dal sistema, da quì la presenza di televisori che esplodono, gente che balla, scontri tra operai e polizia e altri clichè del panorama britannico posti in antitesi. Con i Boston 168 è stato diverso perchè mi hanno dato carta bianca nell’interpretazione di “Cosmic Radiation”, per la quale ho creato con il 3D un ambiente cosmico e surreale. La cosa ha pagato perchè il video è stato lanciato in anteprima da Techno Scene, uno dei canali più attivi nella diffusione di musica e con il quale ho iniziato a collaborare da qualche mese come videomaker. Un buon video deve supportare e arricchire la traccia, darle un senso visivo.

3. Quanto conta la tecnologia e quanto la dimensione prettamente artistica durante un live?

La tecnologia è molto importante ma bisogna fare attenzione a non adagiarsi su di essa. Esistono software e plug-in generativi in grado di produrre animazioni astratte con un click. è necessario farli comportare secondo le nostre visioni o si rischia di banalizzarli concettualmente. Le case produttrici hanno un fondo artistico importante ma nell’uso dei loro prodotti vanno prese come mero supporto tecnico, non possono sostituirsi al VeeJay o al Videomaker. Uno spazio concerti può essere allestito in svariati modi, gli strumenti ci sono e la tecnologia è al servizio della scenografia. è la mano dello scenografo a fare la differenza.

4. Hai consigli per i ragazzi/e che vogliono intraprendere questa carriera?

Mi capita spesso durante le feste che ragazzi e ragazze vengano a chiedermi come riesca a fare certe cose, è una cosa positiva perchè oltre a ballare e divertirsi dimostrano di voler capire cosa ci sia dietro al mondo della musica elettronica. Chi lavora con la techno è in qualche modo fauture dell’ultima controcultura rimasta, non si tratta solo di sballo, muri di casse e condivisione. Viaggiare con la mente non basta, bisogna leggere, guardare film, comprare vinili e ascoltare musica a 360°, vedere mostre e concerti. Ciò che assimiliamo si riflette nelle cose che facciamo.

5. Un artista o club con il quale ti piacerebbe lavorare?

Eh, bella domanda. Sicuramente mi piacerebbe realizzare un video per Surgeon, qualcosa di robotico e minimale. Partecipare a festival come l’Awakenings o gli eventi targati Reaktor sarebbe il massimo, contesti del genere sono l’apice della qualità internazionale.

6. Dove potremo vedere i tuoi set? (prossime date)

Avrei dovuto curare il mapping del Tower Festival organizzato dal Ribbon Club di Terracina per la fine di luglio con Perc, Freddy K, Max Durante e Domenico Crisci ma poi ho ricevuto la proposta di un Club greco per la stagione estiva e ho dovuto declinare l’invito. In questo momento sono impegnato a Corfù; è una situazione diversa dalle solite in quanto sto in regia tutte le notti, da luglio a fine agosto. 60 vj set consecutivi in un contesto commerciale sono faticosi ma anche stimolanti. Sto imparando nuove tecniche seguendo la linea che mi è stata chiesta dal club, soprattutto con l’utilizzo delle luci. Le prime notti stavo diventando matto. Il 29 Settembre sarò al Factory010 di Rotterdam insieme a Dax per un all night long organizzato da Rotterdamse Rave. Ci siamo incontrati a Berlino a febbraio ed oltre ad avermi affidato il video di “LSD” per Remco Beekwider mi ha proposto di fargli da VeeJay nei party in cui si esibisce solo lui. Durante l’anno mi esibisco una volta al mese al Dude Club mentre con Mx Lab ho un ruolo più operativo sia nella realizzazione delle grafiche che nelle scelte artistiche. Proprio con Mx Lab stiamo pianificando la prossima stagione e abbiamo intenzione di portare a Milano artisti di altissimo livello, sia italiani che stranieri.

 

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Vanessa

V nasce a Roma e sin da bambina, quando si divertiva a scratchare con gli inconsapevoli vinili di Mina acquistati in gioventù dalla madre, capisce che il suo scopo nella vita è conoscere quanti più suoni possibili (oltre a quello di essere bannata dalle pagine Facebook della Lega Nord ovviamente). Influenzata dalla scena raver dei primi anni 2000 ama il suono della cassa a 4/4 avvolta da un sub sinusoidale. Nel corso degli anni ha collezionato presenze importanti in Italia (Goa, Planet Roma, Gay Village, Amore Festival, Alibi, Vogue, BPM Park, Circolo degli Illuminati, Art Cafè, Hollywood e molti altri) e nel mondo (nel 2014 è stata scelta per rappresentare l'Italia all' União Electronica a Luanda con Dana ruh , Nuria Ghia , Estroe ed Hanna Hais. Attualmente lavora come producer e dj oltre a curare alcuni blog di settore e radio.

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