WE PLAY THE MUSIC WE LOVE, PROGETTO DI MUSICA ELETTRONICA IN CONTINUA EVOLUZIONE

We Play The Music We Love nasce da un’idea di 4 soci e amici: Marcelo Tag ( Marcello Tagliaferro ), Federico Calabrese, Rills ( Massimo Pisani, colui che ebbe l’intuizione geniale del nome ) e Wood Step ( Stefano Pavei )  sulle rive del Po a Torino in quello che all’ epoca si chiamava Club Gamma ( oggi Rush) esattamente il 16 aprile del 2010 con primo guest il Dj Danese Nima Gorji.
Abbiamo intervistato il fondatore, promotore e DJ di WPTMWL, Marcelo Tag..

1. Ciao Marcelo, raccontaci per iniziare quando e dove è nato questo progetto?

WPTMWL è nato sulle rive del Po a Torino in quello che all’epoca si chiamava Club Gamma ( oggi Rush) esattamente il 16 aprile del 2010 e come primo guest invitammo Nima Gorji, mentre il nostro nome si deve ad una geniale intuizione di uno dei miei soci: Rills.

2. Torino, Parigi, Londra, Barcellona e Ibiza sono le vostre mete, ricordaci l’emozione delle prime aperture?

Tutte le volte che ci siamo prefissi una nuova meta abbiamo affrontato l’iter legato alla preparazione dell’evento in modo molto professionale ma, ovviamente, non privo di preoccupazioni.
Essere in una città che non è la propria ti mette nella condizione necessaria di dover capire e sfruttare le diverse dinamiche che caratterizzano ogni singola capitale europea.
Ad oggi il nostro palinsesto prevede 4 feste ogni venerdì a Torino, una al mese a Londra, una ogni 3/4 mesi a Parigi e una l’anno durante il Sonar a Barcellona.
Sicuramente, aldilà della pressione “della prima volta”, per ogni singola apertura il sentimento dominante è sempre stato quello di pura gioia complice anche il fatto che, vuoi per professionalità vuoi per fortuna, gli opening siano sempre andati molto bene.
Altro aspetto al quale abbiamo dedicato grande attenzione è quello della scelta del locale virando sempre su strutture molto importanti e famose sia sul piano locale che internazionale come: Xoyo, Studio Spaces E1, Bloc e Basing House su Londra, Badaboum e Batofar a Parigi, Warehouse BCN e OW Club di Barcellona nonché, ciliegina sulla torta, per due volte lo Space di Ibiza.

3. Cosa rende speciale We Play The Music We Love?

A parte le ovvie ragioni sentimentali penso che i principali motivi che rendono “speciale” WPTMWL siano 3: l’attenta scelta delle venues, la qualità degli ospiti che proponiamo e l’efficace tipologia di comunicazione che usiamo per promuovere gli eventi del quale si occupa un altro dei mie soci: Wood Step.

4. Ci sono sostanziali differenze nel pubblico che partecipa ai vostri Party tra Italia, Inghilterra, Francia e Spagna?

Abbiamo la fortuna di aver iniziato WPTMWL a Torino che è una città super ricettiva dove si può respirare un forte spirito mitteleuropeo cosa che, sicuramente, ha influito molto sui gusti dei nostri clienti i quali sono molto attenti a aperti alle nuove tendenze musicali, cosa che all’estero è generalmente molto comune . Altro aspetto molto importante è l’educazione del nostro pubblico; a Torino non mi ricordo, infatti, di nessun episodio grave in anni di feste, cosa che è anch’essa per nulla scontata.
Forse la sostanziale e più grande differenza tra gli eventi in l’Italia e all’estero è solo quella legata all’età; direi che in posti come Londra e Parigi è molto normale vedere nei club molte persone over 40 ma anche over 50 qui sono un po’ più rari, direi in ogni caso che anche localmente dobbiamo poco da invidiare.

5. Come si sta evolvendo secondo te il Clubbing in Italia a confronto di quello estero?

Sarò molto breve: ovunque i grandi club storici arrancano e questo avviene sia in Italia che fuori, penso che avere un evento con cadenza settimanale dentro strutture enormi al momento sia un problema, negli anni 90 inizio del 2000 c’era molta meno offerta e le persone si concentravano nei macro club, oggi questo non avviene più. Altro aspetto sui cui mi soffermerei è legato alla professionalità con cui si fanno le cose: se ne sei dotato vai avanti, diversamente no. Questo è un mondo super competitivo.

6. La casa delle vostre serate è il Bunker (Torino), che atmosfera si trova all’interno di esso?

Il Bunker è una struttura super polivalente e super modulabile, ha diversi spazi sia indoor che outdoor, si tratta di un’antica fabbrica nata ad inizio 900 che oggi è un incubatore di molte attività sia ludico ricreative che artistiche.
Una struttura unica che io amo nella sua totalità. Un meraviglioso contenitore con un buon impianto, luci semplici e arredamento minimalista e industriale.

8. “We Play” non è solo eventi ma anche un’etichetta discografica, parlaci a 360 gradi dei progetti presenti e futuri e cosa dobbiamo aspettarci?

Si, finalmente dopo anni abbiamo iniziato anche con la label con risultati più che soddisfacenti ma anche un po’ insperati se devo essere sincero; la nostra scelta è stata quella di avere solo un formato: il vinile.
L’AR dell’etichetta è il mio socio Rills che si occupa di tutto e che sta facendo un grande lavoro.
Il primo Ep The walking Dad conteneva un originale di Rills e due remix: uno di Sinderesi e un bellissimo reshape di S.A.M., la seconda release Lights go out del duo Trevor Deep Jr e il remix di Lapien è al momento la mia release preferita e vi consiglio davvero di sentirla perché si tratta di un prodotto davvero di alta qualità. La terza uscita sarà a breve in stock il nome è Indaco Ep ed è composta da 4 tracce due originali dei nostri giovani e bravi Luminer più un rmx dello storico Thor e uno interessantissimo degli Hiver di Milano.
Tra le speranze future c’è sicuramente quella di consolidarsi e posizionarsi sempre più stabilmente nel circuito dei club europei di prestigio e quello di continuare a dare musica di alta qualità sulla label.

9. Oltre che organizzatore sei anche DJ/Producer, che sensazioni provi tra preparare un party e quando invece ne fai parte stando in consolle?

Quando metto musica ho la mente priva di qualsiasi ansia quindi l’emozione dominante è quella di pura gioia mentre quando sono il promoter di un evento diciamo che il brivido freddo è all’ordine del giorno..

10. A Torino ci sono due dei miglior Festival d’Italia dove tu sei resident quali il Movement ed il Kappa FuturFestival. Ogni anno il numero di persone che vi partecipa aumenta sempre di piu, Quanto ti rende orgoglioso farne parte?

Si molto più che orgoglioso sia perché entrambi gli eventi sono nella mia città di origine sia perchè vedo i due festival in costante miglioramento anno dopo anno grazie al lavoro capace di persone come di Juni Vitale e Gigi Mazzoleni. Essere coinvolto in un progetto del genere non può che farmi piacere.

11. Quali sono stati i momenti iconici della tua vita come DJ e organizzatore a Torino?

Ogni singola volta che entro in un club o in un festival sia da addetto ai lavori che da semplice utente amante della musica.

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