Jurgen

TECH CLUBBERS PRESENTA: JÜRGEN DEGENER

Intervista insieme al dj/producer, originario di Stoccarda e cresciuto a Roma, Jürgen Degener. Fresco di uscita su Planet Rhythm con il suo ultmio EP “Azid LSD“.

1. Ciao Jurgen,. È da poco uscito il tuo nuovo EP, com’è nata la tua collaborazione con la prestigiosa etichetta Planet Rhythm? Ti sei ispirato a qualcosa in particolare?

In realtà è nato molto casualmente con l’aiuto del mio manager Helmar Teti. Un giorno in preda a momenti di ira perchè non riuscivo a piazzare questo EP, soprattutto su etichette di un certo livello, il mio manager mi propose la Planet Rhythm e si parlava anche della possibilità di farne un vinile in quanto l’etichetta aveva una casa di distribuzione annessa, ma era un’ipotesi perchè ovviamente non avevamo ancora parlato con la proprietà dell’etichetta e soprattutto ero ancora arrabbiato per le poche e strane risposte di altre etichette. Ero così stranito che non l’avevo proprio presa in considerazione un’uscita sulla Planet. Meno male che cè qualcuno che mi riporta sulla retta via e da qui poi ne è nata una bellissima collaborazione con Marco, proprietario della label, e con tutto il suo staff. L’ispirazione di questo mio ultimo lavoro nasce sulla scia delle ultime uscite discografiche, provenendo da un bel periodo di stop causa covid, sono riuscito a trovare la giusta musa ispiratrice che mi ha portato a questo.

2. E con V/Plasm? Quando e come vi siete conosciuti?

Con V/Plasm ci siamo conosciuti, o meglio solo sentiti telefonicamente e via chat in realtà, sempre tramite Helmar, che ci ha messo in contatto per la realizzazione di un video con una mia traccia come base.

3. Second State, Analytic Train, Autektone e Planet Rhythm..I tuoi prossimi obbiettivi?

Bella domanda..In realtà ogni volta che mi pongo un obiettivo si aprono nuove porte inaspettate, come la stupenda collaborazione con la Planet. Spero solo che sia un crescendo e che ci sia la giusta considerazione da parte di etichette e promoter.

4. Come definiresti la tua musica e quelli sono le tue radici?
Sicuramente le mie radici hanno svolto un ruolo molto importante. In età adolescenziale ero molto influenzato dal rock, dall’indie rock, minimal e hip pop. Ciò ha permesso che io sviluppassi in questi ultimi anni produzioni energiche ma con vocal e melodie penetranti.

5. Com’è cambiata la tua routine lavorativa e non solo nel corso di questo anno?

Beh la pandemia ha rivoluzionato tutto. Date cancellate, serate idem. Quindi la cosa migliore qual’è stata? rinnovarsi e non fermarsi. Continuare a produrre attendendo la ripresa del tutto e trovarmi un nuovo lavoro momentaneo per poter continuare a sostenermi a livello produttivo e non.

6. Cosa ti manca di piú che la pandemia ti ha tolto?

La possibilità di scelta…oltre all’esibirmi davanti a un pubblico e all’andare a ballare.

7. Hai lavoro futuro che vorresti anticipare?

Per ora tengo tutto in stand-by in attesa di conferme..Diciamo che non voglio parlare prima del tempo!

Emanuele.

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