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SHIELD, ANIMA E MENTE DI REBIRTH RECORDS

Daniele Contrini, in arte Shield; musicista, produttore e fondatore di Rebirth, celebre label italiana che oltre ad aver scoperto grandi talenti nel nostro paese, ha saputo scovare i nomi più illustri dell’attuale panorama elettronico mondiale.

1. Intanto grazie per la tua disponibilità, partiamo appunto da “Rebirth” in italiano la “Rinascita”. L’etichetta ormai ha più di 10 anni, ma qual è il significato che si cela dietro a questo nome?

Ho fondato Rebirth Records nel 2006, quasi 13 anni fa, ma devo dire che ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo nel 1998, quando grazie al grande Fabio Bacci ho imparato alcuni aspetti di questo settore e ho iniziato a lavorare in studio producendo alcuni remix per la storica label americana Easy Street. Mi stavo laureando in economia, ma il desiderio di continuare nella musica era grande. Così nel 2001 ho iniziato a collaborare come A&R e promoter con la bresciana Oxyd Records. Sono stati anni ricchi di soddisfazioni, l’etichetta era sulla bocca di tutti grazie al suo stile originale, ed è rapidamente passata dall’underground al successo commerciale, raggiungendo la Top5 dei singoli più venduti in Uk. Questo mi stava però allontanando da ciò che io cercavo nella musica, e dentro di me stava affermandosi la necessità di creare qualcosa di mio, di seguire appieno il mio gusto, senza alcun compromesso. Era il 2006 quando ho deciso di creare la Rebirth…che significava per me ‘rinascita’ o, meglio ancora, ‘rivincita’.

2. Il tuo lavoro generalmente non è solo quello di produrre release o remix per la tua label, ma bensì anche di seguire, selezionare la musica, avere i contatti con gli artisti, chiudere i contratti. Quanto ti impegna tutto questo? Quanto tempo, dedizione e sacrificio c’è dietro a un progetto così solido come Rebirth?

Fin dall’inizio la nostra musica ha ottenuto consensi soprattutto nel mercato estero, tanto che in molti pensavano che Rebirth fosse un’etichetta inglese. Io sono dell’opinione che il dj debba un po’ andare incontro alle esigenze del pubblico, ma cercando di rimanere fedele a se stesso, al proprio gusto. Passo tanto tempo ad ascoltare accuratamente la musica e a selezionare i brani da produrre sulla mia label, e lo stesso vale anche per i miei dj sets. Dedico molto tempo alla ricerca di artisti emergenti, cantanti, musicisti con cui collaborare. A questa fase poi seguono tutti gli aspetti di contrattualistica, gestione, strategia promozionale, produzione, rendicontazione. C’è tanto lavoro e tanto sacrificio per gestire tutto questo. Vorrei trascorrere più tempo nel mio studio di registrazione o ai dj sets, e invece mi ritrovo a seguire un lavoro che spesso non ripaga a livello economico. In questi momenti, solo la passione mi permette di andare avanti.

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3. C’è un artista o una release che in qualche modo ti sono rimasti dentro o che hanno segnato un pò la tua esperienza e inevitabilmente hanno inciso sul percorso che ha fatto Rebirth?

Non c’e’ stato un momento topico o di svolta. Mi piace piuttosto parlare di percorso musicale. In questi primi dieci anni Rebirth ha prodotto artisti come Joey Negro, Agoria, Butch, Moodymann, Marc Romboy, Michel Cleis, Freaks, Rampa, Chaim, Emanuel Satie e Blond:ish. Ha inoltre collaborato con artisti quali Motor City Drum Ensemble, Deetron, Radio Slave, Tensnake, Morgain Geist, Henrik Schwarz, Andrès, Joe Claussell, Soul Clap, Osunlade e Acid Pauli. Ho cercato di portare all’attenzione del grande pubblico nuovi talenti come NUfrequency, Tevo Howard, Robytek, Trio / Bocca Grande, Alison Marks / Wallflower, James Teej, Corrado Bucci, Paolo Mantini, Modular Project e Chromatic Filters. Sono state importanti le collaborazioni con artisti del calibro di Shara Nelson, Tracey Thorn, Ben Onono e recentemente Antena. Nel 2016 abbiamo superato il traguardo dei 10 anni con una compilation celebrativa selezionata e mixata dal maestro Larry Heard.

4. Andiamo un pò sul personale e parliamo di attualità.
Lo scenario che si presenta oggi è quello delle grandi label con alle spalle grandi finanziatori che promuovono il proprio suono e quelli dei loro artisti di punta. In qualche modo questo lavoro di marketing ha condizionato l’approccio degli avventori agli appuntamenti odierni e la sensazione è che ciascuno di essi punti ad incentrare tutto sul proprio suono.
Rebirth è sempre stata fedele alla propria identità e non è mai scesa a compromessi di mercato o di mode, questo va riconosciuto e meno male che ci siano label come la tua. Quanto è difficile mantenere questa posizione quando i giganti del mercato avanzano e soprattutto portano il pubblico ad avere una condizione di difficoltà a distinguere un prodotto di qualità da un prodotto per la massa?

Fin dall’inizio Rebirth ha cercato di non seguire i trend del momento, ma di costruire un proprio sound riconoscibile che, partendo dalle radici della house music, unisse l’anima e il calore di una melodia o di una canzone alle nuove tecnologie. In questo lavoro sono sempre alla ricerca di qualcosa che vada al di là del tempo, qualcosa che immagino potrò ascoltare tra 20 o 40 anni. Se devo definirla direi musica ricercata e di gusto. Essere fedeli e coerenti con il proprio gusto e modo di essere a volte non premia e non incontra i favori della massa, ma dopo tanti anni sono orgoglioso del percorso che ho intrapreso e portato avanti senza compromessi.

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5. Sabato 20 Aprile, Rebirth si riunisce nella sua label night, e lo fa al party Logika che conosciamo bene e che in questi anni in qualche modo ha dettato un percorso importante in una provinciale come Cantù, proprio mantenendo sempre ben salde le proprie radici e le proprie idee. Assieme a te si esibiscono i Modular Project tra l’altro italiani e Joris Biesmans. Dicci qualcosa su questi giovani talenti che già hanno dimostrato di avere un valore anche in campo internazionale.

Sono molto felice di suonare al party Logika, ne ho sentito parlare molto bene, e amo le realtà create e portate avanti da chi con passione piano piano ha costruito nel tempo qualcosa di solido. Insieme a me suoneranno i Modular Project, duo milanese che fa ormai parte da anni del team della label. Alberto e Alex sono due ragazzi che hanno dimostrato di avere passione, costanza, capacità e voglia di fare nel mondo della musica elettronica. In giugno uscirà il loro nuovo singolo su Rebirth remixato da Perel, un brano influenzato dalle sonorità italo disco e new wave. Inoltre avrò il piacere di dividere la consolle con Joris Biesmans, produttore tedesco con cui avevamo collaborato in passato, e che è tornato sulla label qualche mese fa con la produzione ‘Cold Story’. Sicuramente un nome da tenere d’occhio per il futuro.

6. Come promesso ti lascio andare, intanto ti ringrazio e chiudiamo con la classica domanda sul futuro, hai qualche esclusiva da annunciare o progetti imminenti di cui non possiamo assolutamente perderci l’uscita? Ovviamente ci vediamo Sabato 20 Aprile, sul palco di Logika per la grande festa di Rebirth.

Ci sono tanti progetti interessanti in programma per quest’anno. Un disco a cui credo molto è ‘Habanera’ prodotto da me e Robytek insieme alla grande Katia Ricciarelli, e remixato dai DOP e da Nu. Un esperimento di opera e elettronica, che ha riscosso parecchio interesse nei mesi scorsi e che uscirà a inizio estate. Inoltre sono orgoglioso di presentare ‘Drum’N Voice Remixed’, una raccolta di remix di alcuni brani del grande Billy Cobham, uno dei batteristi e percussionisti più importanti a livello mondiale, una vera leggenda per la musica jazz fusion. Inoltre avremo durante l’estate il nuovo singolo di Wallflower, Modular Project e un remix che ho prodotto insieme a Robytek di un brano di Samba Mapangala, cantante afrocongolese.
Oltre a Rebirth ho appena lanciato Tempo Dischi, una nuova label vinyl only distribuita da Rush Hour, che ristampa classici e rarità della musica italo disco e afro cosmic. La prima release, ‘Steel Mind ‘Boss Man / Lionel’ è in uscita in questi giorni. Ci vediamo il 20 Aprile!

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Emanuele Vizza.
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